Il referendum sulla riforma della giustizia continua a catalizzare un dibattito acceso tra sostenitori del Sì e del No, con entrambe le parti impegnate a informare i cittadini in vista di un voto consapevole. In questo contesto, ReggioToday ha intervistato il noto avvocato penalista Carlo Morace, figura di spicco dell’Organismo congressuale forense, organismo politico dell’avvocatura italiana.
Alla domanda del perchè votare sì al referendum:
“A un referendum sulla giustizia si dovrebbe votare a prescindere dalla appartenenza politica, perché questa riforma è sia di destra sia di sinistra, anzi più di sinistra, realizza un modello che guarda ai diritti del cittadino e lo tutela di più, in linea con la nostra Costituzione che mette al centro la persona.
Trasformare il voto in un pro o contro Meloni è sbagliato, così come trasformarlo in un pro o contro la magistratura. In più, si dimentica che la Costituzione è stata modificata nel 1999 con l’art. 111 Cost., è stata migliorata con l’inserimento dei principi del contraddittorio e con la previsione di un giudice separato (terzo) da chi accusa e da chi difende. Quindi, non c’è alcun attacco alla Costituzione del 1948, ma vi è l’eliminazione dell’unità delle carriere che ci trasciniamo dal regime fascista. Solo separando le carriere avremo il giudice equidistante da accusa e difesa”.











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