“Il dibattito sul parco di Pentimele non solo è legittimo, ma probabilmente necessario, perché riguarda una delle poche aree ancora libere, verdi e affacciate sul mare. Proprio per questo occorre alzare lo sguardo e cambiare paradigma.
L’idea di un centro congressi può essere condivisibile in astratto. Nessuno nega l’importanza del turismo business o la necessità di creare lavoro. Il punto è dove e a quale prezzo urbano e sociale”.
Così Anna Arcudi, restauratrice conservatrice dei beni culturali, che in una nota aggiunge: “Pentimele infatti non è un lotto qualunque. È una delle rarissime aree costiere ancora disponibili per una funzione pubblica ampia, gratuita e inclusiva. Si è detto che “senza economia anche i parchi si degradano”. Ma è altrettanto vero che senza spazi pubblici ben progettati e ben gestiti si degradano le comunità.
Pentimele, potrebbe diventare un grande parco urbano ecologico e sportivo, aperto e gratuito. In una città con redditi medi bassi e servizi carenti, lo spazio pubblico non è un lusso ma una necessità sociale. Il turismo congressuale genera flussi economici, ma non è certo una risposta diretta alla mancanza di servizi per chi oggi fatica ad arrivare a fine mese.










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