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Un’imponente operazione della polizia ha colpito la cosca Emanuele-Idà di Gerocarne, nelle Preserre vibonesi, facendo emergere fin dalle prime battute investigative anche il collegamento con le cosche del Reggino e con gli equilibri del Crimine di Santuario di Polsi.

L’intervento, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha portato all’esecuzione di 54 misure cautelari tra carcere, domiciliari e obbligo di dimora, con arresti eseguiti anche a Reggio Calabria.

A rafforzare il quadro investigativo sono anche le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che, il 9 novembre 2017, ha precisato la propria dote di ‘ndrangheta – il “trequartino” – indicando la copiata composta da Antonio Albanese, Rocco Molè e Antonio Pelle detto “Gambazza”.

Un passaggio che, secondo gli inquirenti, evidenzia il collegamento diretto tra il Locale dell’Ariola e il Crimine di Polsi, tradizionale riferimento degli assetti mafiosi della provincia di Reggio Calabria.

L’inchiesta ha così riscontrato la piena operatività della ‘ndrina facente capo alle famiglie Emanuele e Idà, confermandone non solo il radicamento nelle Preserre vibonesi ma anche l’inserimento in relazioni criminali di livello superiore.

admin

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